Il paese è molto legato alle proprie tradizioni locali. Tradizioni che vengono esaltate ogni anno con la Sagra della Fontina. A dare un impulso decisivo alla creazione di questo evento sono stati la necessità di condurre una maggiore attività di autopromozione del territorio, valorizzando le proprie risorse nascoste e promuovendo anche “ quel poco che c’è, nel modo migliore”.
In questi giorni di festa paesana, negli stand, allestiti presso il Capoluogo, per gli amanti del formaggio, si può degustare, la rinomata Fontina.
Prodotto dell’agricoltura valdostana ed elemento base della gastronomia locale. Viene prodotta esclusivamente con latte intero crudo,delle mucche di razza valdostana: pezzata rossa e pezzata nera.
Il latte viene lavorato entro due ore della mungitura.
La stagionatura avviene in grotte, dove la temperatura è di 5-10 gradi, con un tasso di umidità di almeno il 90%, per fare maturare le forme che vengono poste su scaffali. L’intervento dell’uomo è quotidiano, le forme vengono rivoltate ogni giorno, alternando un giorno di salatura e uno di spazzolatura. Il periodo di stagionatura è di 3 mesi.
La Fontina dal gusto dolce gradevole, ha un alto contenuto energetico ed è ricca di fosforo, calcio e vitamine (a e b ).
Innanzi tutto la fontina si può mangiare, con un buon pezzo di pane nero. Quest’ultimo fatto con frumento integrale e segala, viene cotto come si faceva anni fa nell’antico forno frazionale ed è preparato alcuni giorni prima della sagra, Poi non manca la tradizionale polenta “grassa”: si tratta di fare la classica polenta, poi questa viene messa nelle teglie, condita con delle fette di Fontina e burro fuso e posta in forno per circa venti minuti.
Si può gustare l’insalata di Fontina: un insalata di patate lesse e tagliate a fettine, prezzemolo e cubetti di Fontina.
Naturalmente non mancano i prodotti derivati dalla lavorazione del latte:
Tra questi vi è il Rebleck formaggio primo sale, il seras la tipica ricotta che viene impastata con del prezzemolo,aglio e condita con olio aceto e sale.
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